Un weekend, qualche giorno o una settimana in Molise… cosa aspettarti?
Si parte sempre con aspettative al di sotto della soglia, ma poi ci si accorge che i giorni non bastano. Che c’era tanto da vedere: ogni giorno in una zona diversa tra mare, colline, montagna, borghi antichi. E se l’avessi saputo prima… ma ecco che prima è adesso, qui, su questa pagina scritta proprio per rispondere alla tua domanda su “cosa visitare in Molise”.
Una guida che abbiamo scritto di nostro pugno, da abitanti e amanti di questa terra che ospita noi e il nostro agriturismo. Possiamo parlarne in lungo e in largo perché l’abbiamo visitata, raccontata, consigliata, vissuta in ogni suo angolo.
Iniziamo questo piccolo tour nel Molise, per consigliarti cosa vedere e cosa fare nei tuoi sudati giorni di vacanza in questa regione.

Il Molise è una regione piccola, composta da due province, Campobasso e Isernia, ma molto ricca di spunti che danno un gusto particolare alla tua vacanza.
Dalla costa adriatica della provincia di Campobasso alle montagne più alte della provincia di Isernia, in Molise puoi scoprire paesaggi diversi: mare, collina, montagna, patrimoni culturali archeologici romana (Campobasso) e sannitici (Isernia); vivere esperienze che ti portano dalle spiagge di Termoli alle vette del Matese; assaporare la cucina locale, dai piatti di mare a quelli d’alta quota.
Qui citiamo le migliori attrattive da visitare. Se poi manca qualcosa, scrivi pure per condividere i tuoi spunti o chiedere informazioni sulle mete che ti interessano.
Termoli è il borgo marinaro che vive in equilibrio tra storia e mare, caratteristiche che la rendono una meta sempre più apprezzata.
Il borgo è antico, un labirinto di viuzze che si intersecano a scacchiera, arroccato su un promontorio che sporge a picco sul mare Adriatico.
Tutto l’impianto urbano conserva caratteristiche tipicamente medievali con la sua cinta fortificata, i vicoli stretti e tortuosi, le case in pietra e le piazzette pittoresche. L’atmosfera è molto suggestiva.
Una particolarità da queste parti è “a’ rejecella”, che in dialetto termolese significa “vicolo stretto”. Con il suo punto più stretto di circa 34 centimetri, vince il primato di vicolo più stretto d’Italia.
Il Castello Svevo è insieme alla cattedrale uno dei simboli di Termoli, la cui storia inizia con i Normanni che nel 1061 edificarono questo palazzo all’interno delle mura della città, ricostruendo un torrione longobardo.
Il castello si staglia imponente sul paese. Si può visitare e percorrerne i camminamenti da cui ammirare la costa dall’alto.


Se la tua è una vacanza al mare in Molise, Termoli vanta spiagge meravigliose, che hanno ottenuto la Bandiera Blu per il terzo anno consecutivo (2023-2025).
Questo riconoscimento certifica acque e spiagge pulite, accessibilità per persone diversamente abili, rispetto della natura e criteri di sostenibilità.
Le spiagge sono di sabbia morbida e fine, dunque adatte anche ai bambini. Gli arenili sono ampi e l’acqua parte bassa per diventare più profonda man mano che ci si allontana dalla riva.
Due sono le spiagge più belle: quella di Sant’Antonio a nord, con diversi stabilimenti balneari attrezzati, e la spiaggia di Rio Vivo a sud, con un bel arenile ampio.
Entrambe le spiagge sono molto amate dai surfisti di tutta Italia, e non solo, per le condizioni favorevoli al surf e al kite surf.
Termoli è il porto principale e più trafficato per raggiungere le Isole Tremiti, funzionando come unico collegamento per tutto l’anno. Ci vogliono solo circa 1 ora e 15 minuti per raggiungere le Isole Tremiti, un arcipelago a dir poco paradisiaco.
Le Isole Tremiti, conosciute anche come “Perle dell’Adriatico”, sono l’unico arcipelago italiano del mare Adriatico. Composte da cinque isole principali (San Domino, San Nicola, Capraia, Cretaccio e Pianosa), offrono acque cristalline, fondali incontaminati e una natura selvaggia.
San Domino, l’isola più grande, è la più bella dal punto di vista paesaggistico, ricoperta da una foresta di pini d’Aleppo che i monaci chiamavano “l’Orto del Paradiso”.
San Nicola, sede comunale, è considerata un museo a cielo aperto ricchissima di monumenti storici, tra cui l’imponente abbazia di Santa Maria a Mare dell’XI secolo.
L’arcipelago è Area Marina Protetta dal 1989 all’interno del Parco Nazionale del Gargano.
In agriturismo ai Casali di Colli di Monte organizziamo visite guidate storico-naturalistiche alle Isole Tremiti, una delle tante esperienze autentiche che vale la pena fare in Molise.
Dal mare di Termoli ci spostiamo nel cuore del Molise, a Campobasso, dove puoi visitare il Castello Monforte e il Museo Sannitico.
Il Castello Monforte è una roccaforte medievale di 790 metri di altezza, un monumento nazionale, ricostruito nel 1458 da Nicola II Monforte dopo il terremoto del 1456, che si erge su antiche fondamenta sannitiche. In pratica, una storia millenaria.
Oggi la grande torre rettangolare ospita la stazione meteorologica dell’Aeronautica Militare, una delle più alte d’Italia.
Dalla terrazza del castello ti affacci su uno dei panorami più belli della regione che spazia dalle valli del Biferno, Trigno e Fortore ai monti dell’Abruzzo con la Majella, fino alle colline pugliesi.
Altilia Sepino è una delle colonie romane meglio conservate d’Italia, che si trova tra il Tratturo Pescasseroli-Candela e la strada che scende dal Matese verso la costa.
La città risale al II secolo a.C., dopo che i Sanniti abbandonarono l’antico insediamento di “Terravecchia” sulla montagna. Il sito conserva il cardo e decumano massimo, la basilica forense, le terme, il teatro e la cinta muraria con quattro porte monumentali tra cui Porta Boiano e Porta Benevento.
Molto suggestivi, il Mausoleo di Caio Ennio Marso e la Fontana del Grifo. L’area del Foro Romano, invece, ti riporta indietro nel tempo, per farti vedere come era l’organizzazione civile di questo municipium romano.
Pietrabbondante, si trova a 1.000 metri di quota sul Monte Saraceno, dove puoi visitare il più importante santuario italico sannita costruito tra il 200 e il 90 a.C. e che l’archeologo Amedeo Maiuri definì “il più felice connubio tra struttura italica e archeologia greca”.

La Riserva WWF Guardiaregia-Campochiaro è un’area protetta di 3.135 ettari dove scoprire alcuni dei paesaggi più belli e selvaggi del Molise. Una delle prime
Qui trovi canyon spettacolari, cascate mozzafiato e grotte profondissime che sono tra le più importanti d’Europa: il canyon del torrente Quirino, la cascata di San Nicola e le grotte di Pozzo della Neve (profondità -1.048 m) e Cul di Bove (profondità -913 m).
La cascata di San Nicola è il gioiello della riserva. Alta 100 metri, scende con tre salti. L’acqua arriva dal torrente Vallone Grande e la cascata ha più acqua in primavera e autunno; in luglio e agosto resta quasi secca. È considerata una delle cascate più belle di tutto l’Appennino.

La cascata di San Nicola è il gioiello della riserva. Alta 100 metri, scende con tre salti. L’acqua arriva dal torrente Vallone Grande e la cascata ha più acqua in primavera e autunno; in luglio e agosto resta quasi secca. È considerata una delle cascate più belle di tutto l’Appennino.
La riserva ospita due grotte tra le più profonde d’Europa:
Queste grotte sono vere e proprie cattedrali sotterranee scavate dall’acqua in milioni di anni.
La riserva è casa di tanti animali selvatici che qui vivono protetti, dai lupi ai gatti selvatici, tassi, scoiattoli rossi, cinghiali, caprioli che si muovono nei boschi. Il simbolo della riserva è la salamandrina dagli occhiali, un piccolo anfibio che esiste solo in Italia.
Monte Mutria (1.823 metri) è la montagna più alta della riserva, completamente coperta da faggeti secolari. Qui crescono faggi di 400-500 anni nella zona chiamata “Tre Frati”.
Percorrendo il Sentiero Natura San Nicola si può esplorare questo paradiso naturalistico partendo dalla chiesa di Santa Maria ad Nives.

Campitello Matese è la principale stazione sciistica del Molise a 1.432 metri di altitudine e con 40 km di piste servite da due impianti di risalita durante la stagione invernale.
La pista principale è lunga 3 km e gli impianti appartengono al Comune di Piedimonte Matese in Campania.
Durante l’estate, Campitello diventa base ideale per il trekking verso il Monte Miletto (2.050 m), la vetta più alta del massiccio del Matese e l’unica che supera i 2.000 metri.
Dalla vetta del Monte Miletto si godono panorami spettacolari: a sud il Lago del Matese, a sud-est la Gallinola (vetta più alta della Campania), a ovest il Lago di Gallo. Nelle giornate terse la vista spazia dal Vesuvio e le isole di Capri e Ischia a sud, fino alla Maiella, Gran Sasso e costa adriatica a nord-est.
Il percorso attraversa altopiani erbosi e terreni pietrosi, con la possibilità di visitare anche la Grotta delle Ciaole con le sue vasche naturali d’acqua purissima.
La città risale al II secolo a.C., dopo che i Sanniti abbandonarono l’antico insediamento di “Terravecchia” sulla montagna. Il sito conserva il cardo e decumano massimo, la basilica forense, le terme, il teatro e la cinta muraria con quattro porte monumentali tra cui Porta Boiano e Porta Benevento.
Molto suggestivi, il Mausoleo di Caio Ennio Marso e la Fontana del Grifo. L’area del Foro Romano, invece, ti riporta indietro nel tempo, per farti vedere come era l’organizzazione civile di questo municipium romano.
Pietrabbondante, si trova a 1.000 metri di quota sul Monte Saraceno, dove puoi visitare il più importante santuario italico sannita costruito tra il 200 e il 90 a.C. e che l’archeologo Amedeo Maiuri definì “il più felice connubio tra struttura italica e archeologia greca”.
Il più famoso è il Lago di Occhito, un’altra perla nascosta del Molise che racchiude in sé storia, natura e bellezza paesaggistica straordinarie.
Il Lago di Occhito è il più grande bacino artificiale d’Italia e il secondo d’Europa per capienza. Creato negli anni ‘50 e ‘60 con uno sbarramento sul fiume Fortore, questo specchio d’acqua si estende per circa 12 chilometri di lunghezza e 68 chilometri di perimetro, segnando il confine naturale tra Molise e Puglia per circa 10 km.
Nonostante la sua origine artificiale, il Lago di Occhito è completamente naturalizzato e rappresenta un biotopo di interesse avifaunistico di grande rilievo ambientale. È protetto dal Trattato di Ramsar come zona umida di importanza internazionale e riconosciuto sia come Sito di Importanza Comunitaria sia come Zona di Protezione Speciale.
Le sue acque ospitano una ricca fauna ittica: carpe di oltre 15 kg, black bass che superano i 4 kg, cavedani di grossa taglia, anguille, persici reali, trote e alborelle. Tra gli uccelli acquatici si possono osservare folaghe, aironi, gallinelle d’acqua, germani reali e numerose specie migratorie.
Il lago è meta preferita dagli amanti della pesca sportiva. Le pinete lungo tutto il perimetro sono aree picnic attrezzate.
Tre i percorsi escursionistici di oltre 6 ore che permettono di esplorare l’area a piedi o in mountain bike.
Per chi ama il genere, ci sono anche le escursioni a cavallo che attraversano campi di grano, pinete e scorci panoramici.
La pista principale è lunga 3 km e gli impianti appartengono al Comune di Piedimonte Matese in Campania.
Durante l’estate, Campitello diventa base ideale per il trekking verso il Monte Miletto (2.050 m), la vetta più alta del massiccio del Matese e l’unica che supera i 2.000 metri.
Dalla vetta del Monte Miletto si godono panorami spettacolari: a sud il Lago del Matese, a sud-est la Gallinola (vetta più alta della Campania), a ovest il Lago di Gallo. Nelle giornate terse la vista spazia dal Vesuvio e le isole di Capri e Ischia a sud, fino alla Maiella, Gran Sasso e costa adriatica a nord-est.
Il percorso attraversa altopiani erbosi e terreni pietrosi, con la possibilità di visitare anche la Grotta delle Ciaole con le sue vasche naturali d’acqua purissima.
La città risale al II secolo a.C., dopo che i Sanniti abbandonarono l’antico insediamento di “Terravecchia” sulla montagna. Il sito conserva il cardo e decumano massimo, la basilica forense, le terme, il teatro e la cinta muraria con quattro porte monumentali tra cui Porta Boiano e Porta Benevento.
Molto suggestivi, il Mausoleo di Caio Ennio Marso e la Fontana del Grifo. L’area del Foro Romano, invece, ti riporta indietro nel tempo, per farti vedere come era l’organizzazione civile di questo municipium romano.
Pietrabbondante, si trova a 1.000 metri di quota sul Monte Saraceno, dove puoi visitare il più importante santuario italico sannita costruito tra il 200 e il 90 a.C. e che l’archeologo Amedeo Maiuri definì “il più felice connubio tra struttura italica e archeologia greca”.
Il 5 agosto 2023, una meteora ha solcato i cieli del Molise, disintegrandosi proprio nell’area del Lago di Occhito dopo aver percorso 63 km in 5,2 secondi. Il bolide è stato registrato alle 22:21 e i suoi frammenti sono precipitati nei dintorni del lago.
I comuni che si affacciano sul lago sono cinque per il Molise: Sant’Elia a Pianisi, Macchia Valfortore, Pietracatella, Gambatesa e Tufara.
Dal lato pugliese invece Carlantino, Celenza Valfortore e San Marco la Catola. Lo sbarramento è raggiungibile da Carlantino in Puglia e da Colletorto in Molise, anche se le strade di accesso possono essere impegnative, con diversi chilometri di sterrato.
Il Lago di Castel San Vincenzo è un altro lago artificiale creato negli anni ‘50 per scopi idroelettrici, poi diventato una delle gemme naturali del Molise incastonata tra le maestose vette delle Mainarde.
Anche qui si praticano sport acquatici come kayak, canoa, paddle boarding e pesca. Sulle rive circondate dai boschi, invece, si può passeggiare, fare picnic e birdwatching.


Le cascate del Volturno si trovano nel territorio di Rocchetta a Volturno, all’interno del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, dove il fiume Volturno trova la sua sorgente. Le cascate precipitano tra le rocce, circondate da vegetazione rigogliosa di faggi e querce che ospita cervi, cinghiali, volpi e diverse varietà di uccelli.
Il percorso per raggiungerle richiede circa 5 minuti di passeggiata, anche se alcuni tratti sono scivolosi e ripidi. L’itinerario naturalistico che si può fare collega lago e cascate.

Agnone, nell’Alto Molise, cioè nella parte nord-orientale della regione, in provincia di Isernia e vicinissimo al confine con l’Abruzzo, merita una visita per il suo centro storico medievale perfettamente conservato, che il Touring Club Italia ha insignito della prestigiosa Bandiera Arancione.
Chi lo visita, lo descrive come “una delle tappe assolutamente da non perdere durante un viaggio in regione”” e come “il centro storico più bello della regione, insieme a Larino e Termoli”.
Ma qui si trova l’attrattiva più famosa in tutto il mondo: la Pontificia Fonderia di Campane Marinelli, riconosciuta come la più antica fonderia e azienda familiare italiana del mondo.
Gestita dalla famiglia Marinelli da 27 generazioni, la fonderia ha cenni storici dal 1000 circa con le prime campane ufficiali fuse nel 1339 da Nicodemo Marinelli detto “Campanarus”. Nel 1924 papa Pio XI conferì alla famiglia l’onore di utilizzare lo stemma pontificio sulle campane.
La fonderia ha creato concerti di campane per luoghi prestigiosi come il Santuario di Pompei, l’Abbazia di Montecassino, la cattedrale di Buenos Aires e la campana del Giubileo 2000 commissionate da papa Giovanni Paolo II.
Il Museo delle Campane Marinelli, aperto negli anni ‘60 e inaugurato ufficialmente nel 1999, conserva un raro esemplare di campana gotica che la tradizione vuole fusa 1000 anni fa ad Agnone.
Il museo, intitolato a Giovanni Paolo II dopo la visita del pontefice polacco, espone cimeli e documenti che attestano il legame secolare con il Vaticano. Le campane che suonano in Vaticano sono ancora oggi opera di questi appassionati artigiani.
Civitacampomarano, in provincia di Campobasso, nel Molise centrale, è un borgo immerso nell’Appennino molisano, circondato da boschi, prati e vallate da esplorare lungo gli itinerari naturalistici. Si trova in una zona collinare parte del Parco Regionale del Matese.
È diventato famoso in tutto il mondo grazie al CVTà Street Fest, il festival internazionale di street art ideato da Alice Pasquini (nominata Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana nel 2024).
Dal 2014, il festival ha trasformato il borgo in un museo a cielo aperto con oltre 90 opere realizzate da più di 50 artisti provenienti da tutto il mondo. Il nome “CVTà” deriva dal dialetto locale: Civitacampomarano si chiama “Civëtë” o “Cvtà” nel dialetto dei suoi abitanti.
Il Castello Angioino è il simbolo del borgo e “il guardiano del popolo”. Costruito nel XII secolo e ricostruito nel XV secolo, il castello è un Monumento Nazionale dal 1979.
Civitacampomarano fa parte dei Borghi Autentici d’Italia ed è un “Borgo della Lettura”.
Casalciprano, in provincia di Campobasso, si trova nella parte centrale del Molise. È un piccolo borgo molisano diventato famoso per aver trasformato le sue strade in un museo all’aperto per raccontare come vivevano i contadini del passato.
Questo progetto è nato negli anni ‘80 perché tante persone stavano partendo dal paese e si rischiava di perdere per sempre i ricordi e le tradizioni dei nonni.
Il “Museo a Cielo Aperto della Memoria Contadina” è diventato realtà nel 2004, quando hanno messo oggetti antichi, attrezzi e costumi nelle teche per strada. Camminando per il borgo si può vedere come lavoravano i contadini, cosa mangiavano e come si vestivano.
Nel 2010 hanno aggiunto i “Muri dipinti”: 8 bellissimi murales realizzati da artisti famosi che hanno dipinto scene di vita di una volta sui muri delle case. Questi dipinti mostrano il lavoro nei campi, i giochi dei bambini e la vita quotidiana del borgo.
Dal 2011 c’è anche la “Soffitta dei Ricordi”, la parte più emozionante perché qui hanno ricostruito scene vere a grandezza naturale: la cucina della nonna, l’officina del fabbro, la bottega del sarto.
La cosa più bella è che i volti delle statue sono di persone vere di Casalciprano: gli abitanti del paese hanno prestato la loro faccia per le statue, così i loro ricordi restano per sempre nel museo.
Oggi Casalciprano non è solo un museo, ma un borgo che è tornato a vivere. Le strade che una volta erano vuote ora sono piene di turisti curiosi che vengono a scoprire come si viveva una volta in un piccolo paese del Molise.
È l’unico museo diffuso della civiltà contadina di tutto il Molise ed è considerato uno dei borghi più belli della regione.
E infine, i borghi storici che puoi considerare nella provincia di Campobasso e Isernia, se stai progettando un weekend in Molise.
da non perdere nella provincia di Campobasso e Isernia. Poco sopra abbiamo citato quelli da visitare sia per la loro bellezza, storicità e attrazioni particolari. Questi altri 10 borghi sono meta interessante da visitare perché oltre a essere belli, conservano intatte le tradizioni e le usanze di un tempo.

Scapoli è sicuramente una meta consigliata in un tour del Molise.
Il borgo è stato insignito della Bandiera Arancione del Touring Club Italiano ed è considerato uno dei borghi medievali più belli d’Italia, descritto come un borgo-terrazza dal quale godere di vedute che lasciano senza fiato
Il Cammino di Ronda è l’attrazione più famosa di Scapoli, un percorso panoramico che parte dall’androne del Palazzo Battiloro (chiamato “Sporto”) per seguire tutto il perimetro della roccia su cui sorge il borgo.
Ma Scapoli è conosciuta come la “Capitale della Zampogna”, uno dei pochi paesi in Italia dove sopravvive l’antica tradizione della fabbricazione delle zampogne, grazie agli artigiani specializzati che tramandano le tecniche di costruzione.
Il Museo Internazionale della Zampogna “P. Vecchione”, ospitato nel Palazzo Mancini e unico al mondo per la sua peculiarità, ospita oltre cento esemplari di zampogne rare e pregiate provenienti da ogni parte del mondo e prodotte in varie epoche.
Il museo, distribuito su tre piani, conserva strumenti a fiato di rara bellezza, documentazione iconografica e letteraria, foto d’epoca e un’antica bottega artigiana dedicata agli storici costruttori scapolesi come Benedetto Di Fiore, Ettore Di Fiore e Gerardo Guatieri.
Il percorso espositivo comprende un presepe permanente di Scuola Napoletana realizzato dai Maestri d’Arte Capuano di San Gregorio Armeno.
Le zampogne della tradizione scapolese e italiana convivono con strumenti provenienti da Spagna, Irlanda, Scozia e altre parti del mondo.
Si può anche fare un’esperienza multimediale per ascoltare i suoni antichi.

Castelpetroso, in provincia di Isernia, nel Molise centro-orientale, è un altro borgo di impronta medievale che merita una visita.
Qui è possibile visitare il castello di origine normanna e le caratteristiche piazze e vicoli medievali, raggiungibili dalle tre antiche porte di accesso (Porta del Parco, Porta Pistiello e Porta Macchitelle).
A Castelpetroso si trova la Basilica Santuario di Maria Santissima Addolorata, considerata una “Piccola Lourdes italiana”, meta di pellegrinaggi, dopo le apparizioni del 22 marzo 1888 quando la Vergine apparve con Gesù morto ai suoi piedi alle pastorelle Serafina e Bibiana. Papa Paolo VI proclamò Maria Santissima Addolorata di Castelpetroso patrona del Molise il 6 dicembre 1973.
L’edificio, in stile neogotico, fu interamente scolpito in pietra locale lavorata a mano da abili scalpellini molisani tra cui i fratelli Chiocchio di Oratino e i fratelli Pasquini di Pietrasanta. Il santuario venne consacrato il 21 settembre 1975 e papa Giovanni Paolo II lo visitò il 19 marzo 1995 durante il suo secondo viaggio pastorale in Molise.
Il complesso comprende il Luogo delle Apparizioni con una grotta bronzea raffigurante la Vergine e le veggenti, la Cappella dell’Apparizione benedetta nel 1947, e la sorgente d’acqua reputata prodigiosa fin dalle prime guarigioni miracolose.

Nel Museo Nazionale del Paleolitico di Isernia si possono trovare testimonianze di 700.000 anni fa, che fanno di questo uno dei più importanti siti archeologici d’Europa.
Il giacimento di “Isernia La Pineta” fu scoperto casualmente nel 1978 durante la costruzione della superstrada Napoli-Vasto e ha rivelato quattro fasi di occupazione di accampamenti umani sigillate da depositi vulcanici. Il sito conserva resti dell’Homo erectus, un punto nodale per lo studio della preistoria europea.
Fra i reperti più antichi si trovano strumenti litici come chopper e amigdale realizzati in selce, mentre i resti faunistici appartengono a bisonti, elefanti, rinoceronti, orsi, ippopotami e i resti di Panthera leo fossilis più antichi d’Europa.

Il Ponte Tibetano di Roccamandolfi si lancia per 234 metri nel vuoto a 140 metri di altezza sul canyon del torrente Callora, nella Riserva naturale ai piedi del Monte Miletto.
Il ponte è percorribile gratuitamente in totale sicurezza e rappresenta la “ciliegina sulla torta” di escursioni nel Matese più selvaggio. Da qui partono il Sentiero dei Fringuelli (3 km, percorso per esperti) e il Sentiero dei Pastori (5 km, percorso difficile).
Nelle vicinanze si può visitare il Castello Longobardo chiamato “Rocca di Maginulfo”, con cinta muraria ben conservata e ruderi interni, attaccato nel 1223 per ordine di Federico II quando vi si rifugiò il conte del Molise Tommaso da Celano. Roccamandolfi è noto come il “borgo dei briganti” con la figura leggendaria di Sabatino Lombardi detto “il Maligno”.
I sentieri sulle Mainarde nel Parco Nazionale d’Abruzzo-Lazio-Molise attraversano quattro vette oltre 2000 metri: Metuccia (2.015 m), Monte a Mare (2.160 m), Coste dell’Altare (2.075 m) e Cappello del Prete (2.013 m). Nel percorso di 18 km si possono avvistare i camosci storici e bearsi di una vista panoramica dal Gran Sasso al Vesuvio.
Il Molise offre un patrimonio gastronomico che nasce dalla tradizione contadina e pastorale di questa piccola regione che non ha proprio nulla da invidiare alle più grandi in fatto di sapori autentici e prodotti di qualità.

Il Molise è considerato la patria dei fusilli, dove ancora oggi alcuni artigiani li producono usando l’antico strumento chiamato “fuso”. I cavatelli sono l’altro formato simbolo, perfetti con il sugo di ventricina – un salume speziato tipico locale. La pasta viene trafilata al bronzo seguendo tradizioni antiche che restituiscono le superfici rugose capaci di catturare i condimenti.
Il caciocavallo di Agnone, la scamorza e la stracciata di Carovilli sono il meglio della tradizione casearia molisana. Il pecorino di Capracotta e la mozzarella fior di latte di Bojano sono riconosciuti a livello nazionale; la “Signora di Conca Casale” è un Presidio Slow Food, un tempo riservato solo alle classi più abbienti. Infine, la treccia di Santa Croce di Magliano è rinomata non solo per il suo sapore, ma per la complessità della sua lavorazione.

La ventricina è il salume più famoso fatto con carni magre di suino, lardo, paprica e peperoncino, e insaccato nella vescica dell’animale.
I produttori locali mantengono la tradizione dei salumi artigianali senza conservanti, seguendo ricette tramandate di generazione in generazione.
Il Molise vanta il primato europeo nella produzione di tartufo bianco, soprattutto nell’area di San Pietro Avellana. Il tartufo cresce rigoglioso sui monti del Matese e delle Mainarde.
Il Molise vanta un’interessante produzione di vini con 4 denominazioni DOC e 2 IGT che abbracciano vitigni autoctoni e internazionali.
Il Montepulciano ruba la scena con il 49% della superficie seguito dal Cabernet Sauvignon (8%) e dal Trebbiano nelle sue varianti abruzzese, toscano e giallo. Tra i rossi spiccano il Sangiovese e l’Aglianico; tra i bianchi trovano spazio Falanghina, Chardonnay, Greco e Moscato Bianco.
La vera protagonista, però, è la Tintilia del Molise DOC, vitigno autoctono che rappresenta il fiore all’occhiello dell’enologia molisana. Questo vino rosso dai suadenti sentori speziati era quasi dimenticato ma oggi sta rilanciando il Molise tra i grandi del vino italiano.
Le denominazioni storiche sono il Biferno DOC (istituito nel 1983), che abbraccia 22 comuni della provincia di Campobasso lungo il fiume principale della regione, e il Pentro di Isernia DOC. La denominazione Molise DOC permette invece la produzione di vini varietali da tutti i vitigni autorizzati, offrendo rossi, bianchi, rosati e spumanti.
Tra i vitigni autoctoni storici si distinguono anche il Moscato di Montagano, l’Amorese e il Campanino, testimoni di una tradizione che affonda le radici nell’epoca romana.
Gli amanti del genere possono apprezzare il vino locale nei percorsi guidato di vigne e cantine, con degustazione di vini abbinati a formaggi, salumi e olio locali


L’Olio Molise DOP è riconosciuto dal 2003 e viene prodotto con cultivar come Gentile di Larino, Leccino e Sperone di Gallo. Ha un colore giallo-verde e note fruttate delicate. Il Molise ha dato vita al primo Distretto del Miele d’Italia, con miele millefiori di montagna prodotto in zone incontaminate a 1000 metri di altitudine, ricco di proprietà benefiche naturali.
In primavera e inizio autunno ti godi temperature miti, fioriture e foliage. In inverno puoi praticare lo sci a Campitello Matese e le ciaspolate sulle Mainarde, in estate ti godi il mare a Termoli e il trekking in quota per sfuggire al caldo delle pianure.